memorabilia 23

15 04 2009

Onore, lode e gloria perenni per R.P., in arte R.  Ecco a seguire un incompleto florilegio delle sue mirabili esternazioni.

Mi vado a rilegare nello studio.

Che bei capelli setici che hai.

Dopo aver abbondantemente libagiato…

E’ finita a tarantelle e vino.

Corum populi.

(Continua)





memorabilia 22

13 02 2009

Onore, lode e gloria a Luigi Genoveffo Michele B., già alla ribalta in un memorabilia precedente, ancora una volta in splendente contraddizione con la sua conclamata ed esibita fede progressista.  Campomarino, mattinata di Ferragosto di alcuni decenni fa sul terrazzo della casa di villeggiatura.  Sulla via adiacente la mitologica pineta si addensano frotte di uomini onusti di sdraio, ombrelloni e tavoli pieghevoli, accompagnati da donne recanti borsoni con ogni probabilità empi di thermos, bevande assortite con netta prevalenza di vino rosso, ruoti di sagna, panini oleosi al peperone etc.  Luigi Genoveffo chiama a sè il leopardo delle nevi, allora splendido virgulto, e gli fa :”Vid vì” (vedi vedi, ndt); “la suburra appulo-sannitica”.  La suburra appulo-sannitica !  L’espressione, oltre che profonda ed esteticamente superba, è anche statisticamente ineccepibile, in quanto la fiumana osservata dall’alto con ogni probabilità proveniva dall’agro foggiano o beneventano !  E’ questo che lo fa svettare nel panorama culturale indigeno !  Io non sono mai riuscito a sintonizzarmi, ma devo riconoscere che a certi livelli non c’è storia !





memorabilia 21

11 02 2009

Pigro pomeriggio estivo in quel di Casacalenda (a Larino menzionata Naplitt, Napoletta, per la sua conformazione parapartenopea).  Al bar un avventore bonefrano chiede un tropical.  Faccia interrogativa del barista . A seguire improperi del bonefrano imperniati sull’arretratezza irredimibile del borgo ospitante, viceversa onusto di storia, gloria e passioni.  Dopo qualche secondo di paziente sopportazione, il barista sbotta : “Uaiò, u vù capì o no che Casacalend vicin e Bonefr è na metropolitana ?” (ragazzo, vuoi capirlo o no che Casacalenda rispetto a Bonefro è una metropoli ?).





memorabilia 20

4 12 2008

Il problema della sicurezza degli edifici scolastici è sempre esistito, sebbene in forme meno drammatiche di quelle odierne.  Ancor rimembro quando, nel bel mezzo di una lezione di greco del sempiterno Adelmo D.B., qui già doverosamente omaggiato, un ragguardevole pezzo di calcinaccio si staccò dal soffitto, abbattendosi sulla cattedra a pochi centimetri dal rodato cranio di Adelmo. Repentino giunse il terrore del terremoto, e quindi che il volo del calcinaccio fosse meramente prodromico al crollo dell’intero soffitto.  Ordunque, occorreva guadagnare al più presto gli spazi aperti.  Fortuna volle che la scolaresca, causa intemperanze, fosse stata segregata in un’aula-limbo tra il Convitto ed il Liceo; e che in quest’ultima esistesse una finestra sostanzialmente appoggiata sul giardino interno dell’Istituto.  Al grido, come sempre surreale, di “prima le donne, poi i bambini”, Adelmo si fiondò verso l’agognato pertugio, che varcò per secondo, con supremo sprezzo del pericolo delle vite minorili a lui affidate. Se non erro, l’unica che lo precedette fu l’ottima Giancarla P., non saprei se per un iniziale slancio di generosità ovvero, più plausibilmente, per la sua accidentale e deprecata presenza in loco, occludente l’accesso al foro salvifico. Comunque le operazioni di sgombero furono rapide ed efficaci, tanto che, in ottemperanza a detti fini, il sempiterno Adelmo si premurò di accompagnare il transito della sventurata a calci !





memorabilia 19

23 10 2008

Onore, lode, gloria, bacio accademico e dignità di stampa a zio Aldone B., star televisiva e campione indiscusso dell’approccio larinate al vivere.  Il suo papà, Dio lo abbia in gloria, è morto ben oltre gli ottant’anni e in tutto avrà avuto sì e no un paio di raffreddori.  Ciononostante, con relativa frequenza soleva accusare immaginari malesseri, in occasione dei quali ingiungeva alla moglie, l’ineguagliabile Ninetta, di precettare i figli per la veglia al capezzale.  Ordunque, zio Aldone si mette in macchina direzione Larino per ottemperare ai suddetti doveri.  Arriva e picchia al campanello della casa paterna. Gli apre il vispissimo padre, pienamente ristabilito. E zio Aldone : ” Papà, c’hi fatt, hi rcchiappat ‘ncopp u sicc ?” (papà, cosa hai fatto, hai ripreso sul secco ? Trattasi di mirabile espressione indigena per indicare il raro eppur riscontrato fenomeno della nascita di tenere foglioline su rami arborei apparentemente privi di linfa, ndt).

Dopo tale inaudito sacrilegio, per molti anni a zio Aldone fu interdetto l’accesso alla dimora avita.





memorabilia 18

27 09 2008

Il post precedente mi induce alla rimembranza dell’immortale figura di Tonino S., qui già doverosamente omaggiata.  Anni fa, il Tribunale frentano era presieduto da un ottimo magistrato, tuttavia non esattamente affetto da gigantismo.  Qualcuno, forse uno squilibrato, sparò in direzione del Palazzo di Giustizia, fortunatamente senza che alcuno riportasse danni. E nel narrare l’insolito e preoccupante episodio, Tonino era solito concludere : “Per fortuna il Presidente s’è salvato. E per forza : hanno sparato a altezza d’uomo !”.





memorabilia 17

20 09 2008

“Ci sono un mucchio di cose nella vita che valgono più dei soldi. Il problema è che costano tutte un mucchio di soldi.”.

(Groucho Marx, citato da IL, nuovo magazine mensile del Sole-24 ore. Rimarchevole, nello stesso ambito, anche un chiosa del meno celebre ma comunque noto Fabio Monti, inviato sportivo del Corriere, anni fa a proposito della riluttanza del malinconico Hector Raul Cuper a rinunciare al plurimilionario contratto con l’Inter : ma sì che nella vita i soldi non sono importanti. Sono tutto.)





memorabilia 16

7 09 2008

Onore, lode e gloria eterna alla buonanima di Enrico S., per tutti zì Rcucc (zio Ricuccio), esempio ormai estinto di larinate purissimo, fatello o fratellastro non ricordo più dell’immortale Tonino e di Donna Faustina, moglie di Aristide D’.A, Clark Gable de noantri, e madre di Biagio, blues singer, governante e boss illuminato del Ceppese, ed inoltre (zì Rcucc) marito in seconde nozze di Donna Aurora, se non erro matrigna di Donna Faustina (comunque una roba raccapricciante, aggravata vieppiù dalla convivenza dei nuclei familiari intrecciati ! Ma orsu leopardomani, non perdiamoci in quisquilie e pinzillacchere, per quanto inquietanti).

 Spiaggia di Campomarino. Zì Rcucc, al solito impeccabile in pantaloni beige e camicia bianca, siede sotto l’ombrellone.  Vengono a trovarlo dal Nord dei parenti.  Sulla schiena di uno di questi, ben visibile e quasi ostentata, c’è una vasta cicatrice.  Zì Rcucc, che non era fascista ma fascistissimo, gli fa : “Uaiò, ch’hi fatt ell ?” (ragazzo, cos’hai fatto lì ?).  E l’altro, palesemente orgoglioso : “Sai zio, mi han sparato i fasisti” (forse era di Bologna, boh, ndr).  Al che zì Rcucc, persino più fulmineo di Tonino :”Ahhhhhh ! T’evana coie ‘n c…!” (dovevano prenderti nel c…La o di uaiò è strettissima, la e di coie è puro gutturale, la u di c…combinazione,qui già non ricordo dove descritta, di gutturale e bocca a beccuccio di gallina, ndt. Avvertenza : in larinate, quando una parola inizia con a o con e, si pronuncia quasi sempre ga o ghe).

Laddove l’effetto comico, di per sè netto raffrontando detto orgoglio con la ferocia e rapidità della stroncatura, si amplifica e mostra nella sua tersità considerando che l’anatema venne scagliato ai primi anni ‘70, quando non era solo politicamente scorretto : era praticamente vietato.





memorabilia 15

3 09 2008

Incrocio stradale nei pressi di San Severo.  Cozzo terribile tra due macchine.  Uno dei piloti scende e apostrofa l’altro : ” T’hai picchieut, t’hai lampeggieut, ch’eva fa cchieu, eva lanceu u bengheul ?”  ( Ho suonato, ho lampeggiato, cos’altro dovevo fare, lanciare il bengala ?  Al di là della trascrizione, magari erronea, tutte le vocali del virgolettato sono sostituite da un suono gutturale, ndt).

(Copyright by Franco M., apollineo, che lo carpisce a Damiano D., architetto, poeta ed emulo di Don Backy, che a sua volte narra de relato la suggestiva iperbole, oltretutto istruttiva in senso tecnico-giuridico e per riflessioni de iure condendo in tema di circolazione stradale, basandosi sulla testimonianza de visu di Biagio M.D’.A., blues singer, governante e boss illuminato del Ceppese)





memorabilia 14

28 08 2008

Onore, lode e gloria all’immortale Tonino S., larinate doc, zio di Biagio M .D’.A,  Monarca imperituro della Battuta Fulminea.  Negli uffici giudiziari da Egli governati per decenni si presenta una neoassunta.  Convenevoli e chiacchiere, fin quando la novizia se ne esce con : “Mia mamma dice che assomiglio a Elisabetta Gardini.”.

 Al che Tonino :”P la…, t vò ben mammt !”  (per la…, ti vuole bene tua mamma ! La e di ben è strettissima, l’oltraggioso e blasfemo incipit alquanto strascicato, ndt).

Laddove l’indubitabile effetto comico si rinviene appunto nella fulmineità del rintuzzo alla risibile ed iperbolica affermazione della novizia, per la cui effigie, invero, non risulta che il Louvre e gli Uffizi abbiano fatto a cazzotti.