inter 90

6 05 2010

Una sola cosa chiedo al Signore : di farmi vivere, se e quando vorrà, un giorno da Diego Alberto Milito. Thiago Motta lo serve magnificamente in contropiede, e lui parte deciso, inseguito da uno sciame di romanisti. Un Adriano o un Ibrahimovic avrebbero tirato in curva. Probabilmente anche un Eto ‘o si sarebbe impappinato. Non oso pensare cosa avrebbe fatto un Suazo qualunque. Lui, pur meno veloce degli avversari, se ne frega. Sposta la palla di lato, giusto per imbambalire ulteriormente Mexes, che già di suo non è un’aquila, come si evince sine ulla dubitatione dalla fisiognomica, scienza prossima all’esattezza. Subito dopo spara una semicannata che si infila con precisione chirurgica nel sette, prendendo in contropiede il portiere, che non fa nemmeno in tempo a mostrarsi esterrefatto. Che classe, che eleganza, che intelligenza ! Un vero Principe. Ha pure la faccia della persona per bene, non come quei deficienti empi di tatuaggi, anelli, collanine, braccialetti e orecchini.
La Roma doveva finire in sei, che mi pare sia sotto il minimo regolamentare : oltre a Totti, dovevano cacciare Burdisso, Mexes, Perrotta e Taddei. E pensare che Tagliavento, drogato dalle lodi inconcepibilmente tributategli dopo Inter-Sampdoria, ha espulso uno dell’Atalanta che lo aveva insultato dopo un’ammonizione per una tattenuta da rigore, che però non era rigore perchè la palla era fuori (!). Se avesse un minimo di dignità, Collina dovrebbe spararsi, altro che dimissioni.








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