memorabilia 21

11 02 2009

Pigro pomeriggio estivo in quel di Casacalenda (a Larino menzionata Naplitt, Napoletta, per la sua conformazione parapartenopea).  Al bar un avventore bonefrano chiede un tropical.  Faccia interrogativa del barista . A seguire improperi del bonefrano imperniati sull’arretratezza irredimibile del borgo ospitante, viceversa onusto di storia, gloria e passioni.  Dopo qualche secondo di paziente sopportazione, il barista sbotta : “Uaiò, u vù capì o no che Casacalend vicin e Bonefr è na metropolitana ?” (ragazzo, vuoi capirlo o no che Casacalenda rispetto a Bonefro è una metropoli ?).


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Una risposta

12 02 2009
vladimirilichulianov

A proposito di bevande ed emancipazione dei borghi molisani, in una torrida mattinata agostana della metà degli anni ‘80, mi reco a Jelsi a trovare il mio compagno di banco del liceo e decidiamo di prendere un aperitivo in un bar, prima del pantagruelico pranzo a casa dei suoi nonni, a base di cavatelli e tracchiulelle, salsiccia alla brace e pizza doce. Con fare gentile chiedo una cedrata. Il barista, dopo un primo sguardo tra l’interrogativo e lo stupito, versa in un bicchiere d’acqua colmo un cucchiaio di citrosodina granulare, mi fa la gentilezza di girare e me la porge. Io trangugio d’un fiato la bevanda. All’uscita il mio compago di banco mi spiega che nell’idioma indigeno ” ‘a c’trata ” non è la Tassoni, ma la bevanda digestiva che avevo testè sorbito, per altro prima di pranzo. L’ulcera è guarita non prima della fine di quell’anno.

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