Onore, lode, gloria, bacio accademico e dignità di stampa a zio Aldone B., star televisiva e campione indiscusso dell’approccio larinate al vivere. Il suo papà, Dio lo abbia in gloria, è morto ben oltre gli ottant’anni e in tutto avrà avuto sì e no un paio di raffreddori. Ciononostante, con relativa frequenza soleva accusare immaginari malesseri, in occasione dei quali ingiungeva alla moglie, l’ineguagliabile Ninetta, di precettare i figli per la veglia al capezzale. Ordunque, zio Aldone si mette in macchina direzione Larino per ottemperare ai suddetti doveri. Arriva e picchia al campanello della casa paterna. Gli apre il vispissimo padre, pienamente ristabilito. E zio Aldone : ” Papà, c’hi fatt, hi rcchiappat ‘ncopp u sicc ?” (papà, cosa hai fatto, hai ripreso sul secco ? Trattasi di mirabile espressione indigena per indicare il raro eppur riscontrato fenomeno della nascita di tenere foglioline su rami arborei apparentemente privi di linfa, ndt).
Dopo tale inaudito sacrilegio, per molti anni a zio Aldone fu interdetto l’accesso alla dimora avita.
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