memorabilia 16

7 09 2008

Onore, lode e gloria eterna alla buonanima di Enrico S., per tutti zì Rcucc (zio Ricuccio), esempio ormai estinto di larinate purissimo, fatello o fratellastro non ricordo più dell’immortale Tonino e di Donna Faustina, moglie di Aristide D’.A, Clark Gable de noantri, e madre di Biagio, blues singer, governante e boss illuminato del Ceppese, ed inoltre (zì Rcucc) marito in seconde nozze di Donna Aurora, se non erro matrigna di Donna Faustina (comunque una roba raccapricciante, aggravata vieppiù dalla convivenza dei nuclei familiari intrecciati ! Ma orsu leopardomani, non perdiamoci in quisquilie e pinzillacchere, per quanto inquietanti).

 Spiaggia di Campomarino. Zì Rcucc, al solito impeccabile in pantaloni beige e camicia bianca, siede sotto l’ombrellone.  Vengono a trovarlo dal Nord dei parenti.  Sulla schiena di uno di questi, ben visibile e quasi ostentata, c’è una vasta cicatrice.  Zì Rcucc, che non era fascista ma fascistissimo, gli fa : “Uaiò, ch’hi fatt ell ?” (ragazzo, cos’hai fatto lì ?).  E l’altro, palesemente orgoglioso : “Sai zio, mi han sparato i fasisti” (forse era di Bologna, boh, ndr).  Al che zì Rcucc, persino più fulmineo di Tonino :”Ahhhhhh ! T’evana coie ‘n c…!” (dovevano prenderti nel c…La o di uaiò è strettissima, la e di coie è puro gutturale, la u di c…combinazione,qui già non ricordo dove descritta, di gutturale e bocca a beccuccio di gallina, ndt. Avvertenza : in larinate, quando una parola inizia con a o con e, si pronuncia quasi sempre ga o ghe).

Laddove l’effetto comico, di per sè netto raffrontando detto orgoglio con la ferocia e rapidità della stroncatura, si amplifica e mostra nella sua tersità considerando che l’anatema venne scagliato ai primi anni ‘70, quando non era solo politicamente scorretto : era praticamente vietato.


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