Finito di leggere “il giardiniere notturno” dello scrittore di origine greca. Fra quelli sin qui letti, mi sembra nettamente il migliore. Prima, troppi fucili e veicoli truccati, la descrizione a volte soporifera di Washington, che ne esce come la peggiore città del mondo; e poi un accento ossessivo sulla questione razziale. Ora è tutto più fluido ed armonico. Ambiziosissimo, Pelecanos lotta per scalzare -impresa invero ardua- Michael Connelly dal podio dei viventi. A sua volta, il californiano tenta di scalzare l’immenso Mc Bain -impresa praticamente impossibile- dal podio assoluto. In modo civettuolo, secondo prassi non infrequente tra giallisti, Connelly cita Pelecanos nel suo ultimo libro, “La ragazza di polvere”, insieme allo scozzese Ian Rankin.
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