Il compianto Giusy S. incontra dopo anni un vecchio amico pescarese dei tempi dell’Università, noto tombeur e giocatore d’azzardo (di quelli professionali, mica quisquilie e pinzillacchere). Scambio di affettuosi convenevoli. Poi Giusy :” Adesso come stai ? Che fai ?”. E l’amico :”Ho abbandonato le carte.”. E Giusy : “Bravo, mi fa piacere. Vuol dire che finalmente, anche se in ritardo, hai deciso di laurearti, e di dare questa soddisfazione ai tuoi anziani genitori, che tanti sacrifici hanno fatto per te.”. E l’amico :”No. Ho abbandonato le carte per dedicarmi integralmente alla fre…” (la e di fre… è larghissima, tipicamente pescarese, ndr).
Laddove l’effetto comico, diretto ed indubitabile sebbene un pò penalizzato dal reportage meramente cartaceo, scaturisce dall’impossibile e risibile convincimento di Giusy circa le scelte di vita dell’amico, viceversa estremamente professionale nell’irrevocabile decisione di dedicarsi in toto, senza inutili e fuorvianti accessori- notare altresì la finezza dell’avverbio adoperato-, all’unico obiettivo -almeno per lui : ma non credo sia isolatissimo- per il quale vale la pena di sopravvivere a questo mondo.
Mitico Giusy!!!