“Un pastore tedesco è stato citato in giudizio per aver violentato una cagnetta. E’ successo a Cerignola (Foggia). Secondo i legali dei proprietari il piccolo animale ha subito uno stupro in piena regola. La cagnetta è stata sottoposta ad aborto chirurgico.”.
(Repubblica)
Dopo secoli di violenze impunite, perpetrate dai pastori italiani ai danni delle pecore, sarebbe davvero antieuropeista l’atteggiamento di quel magistrato che decidesse di perseguire il pastore tedesco, sopraffatto dall’attimo di passione verso la cagnetta. Il massimo della pena prevista merita, invece, l’articolista di Repubblica, che pensa che in Italia possano citarsi in giudizio i cani (cfr art. 2052 codice civile).