In una intervista al Corriere, tale Anthony Majanlahti, trisnipote della sorella di Hans Cristian Andersen, dedica un ritratto affettuoso (COME NO !) al fratello della trisavola. Si innamorava di donne e uomini impossibili perchè già impegnati. Non ebbe figli, perchè riteneva nuocessero alla creatività. Era brutto e timido, e perciò ha scritto Il Brutto Anatroccolo. Una cantante che amava lo chiamava fratello :sicuro passepartout per il flop sentimentale. Un’ altra sposò il figlio di un farmacista -l’arte soccombe sempre al denaro- e lui si fece seppellire con una sua (di lei) lettera al collo. Si innamorò di due che erano fratello e sorella (in sequenza, non contemporaneamente) : lei ovviamente sposò un altro, lui non lo ricambiò perchè eterosessuale (ma Andersen riposa tra lui e la moglie -!- : sicuri che la ricostruzione sia esatta ?). Uno spiraglio di luce (non si sa se fosse impotente), viene subito inghiottito dalle tenebre (”…ma di certo la sua era una sessualità poco formata”). E soffriva pure di disturbi alle gambe ! Chissà se a questo Majanlahti qualcuno ha mai detto : “Ma lo sa che somiglia spiccicato a Suo zio ?”.
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