“Come insegnante di un liceo nel centro di Roma, provo amarezza per il modo incivile con cui gli studenti festeggiano la fine della scuola. Al suono della campanella, si rovesciano nelle strade e iniziano la selvaggia danza delle uova, che si lanciano, inseguendosi per le strade incuranti del pericolo che rappresentano per sè e per gli altri. Le scuole non possono fare nulla, e se arrivano le forze dell’ordine, polizia e carabinieri diventano gli infami cui dare addosso. In tutto questo, mi chiedo, dove sono le famiglie ?”.
(lettera di tale Marzia Procopio al Corriere)
“tale” sara te! Procopio è una signor professoressa… quando vantrai i suoi meriti, riparliamone! Vergognati!
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